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La Comune di Ferrara | Femminile, Plurale, Partecipata

Ventitrè settembre duemilaetrenta

“Era il tempo migliore e il tempo peggiore, la stagione della saggezza e la stagione della follia, l’epoca della fede e l’epoca dell’incredulità, il periodo della luce e il periodo delle tenebre, la primavera della speranza e l’inverno della disperazione. Avevamo tutto dinanzi a noi, non avevamo nulla dinanzi a noi; eravamo tutti diretti al cielo, eravamo tutti diretti a quell’altra parte — a farla breve, gli anni erano così simili ai nostri, che alcuni i quali li conoscevano profondamente sostenevano che, in bene o in male, se ne potesse parlare soltanto al superlativo…”

Finalmente. Mi sono tolto gli auricolari e ho aperto il libro, ma c’è solo il tempo di leggere le prime righe, il celebre incipit del “Racconto di due città“. Una voce fuoricampo ripete il nome della città che stiamo velocemente raggiungendo; riconosco la pronuncia, sempre con una erre sola, strascicata, inconfondibile.

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