Skip to main content

La Comune di Ferrara | Femminile, Plurale, Partecipata

Tag: Mitigazione climatica

Il PUMS: a che punto è il Piano per una Mobilità Sicura e Sostenibile a Ferrara?

La Sicurezza Stradale a Ferrara

La sicurezza stradale è cruciale per la qualità della vita dei cittadini di Ferrara, soprattutto per le categorie più vulnerabili. Purtroppo, i dati mostrano un alto livello di incidentalità, in particolare per ciclisti e pedoni.

Anche i dati ISTAT dell’ACI rivelano che la nostra Provincia è quinta in Regione per tasso di mortalità nonostante che siano di fatto diminuiti gli incidenti mortali dal 2021 al 2023. Negli stessi anni però gli incidenti risultano in netto aumento con conseguente aumento dei feriti coinvolti.

Considerando invece il solo territorio comunale nel corso del 2024 si sono verificati 561 incidenti con 8 morti e 717 feriti. (Fonte: Ferrara Today)

Il Piano Urbano della Mobilità Sostenibile (PUMS), è stato approvato dal Consiglio Comunale di Ferrara nel dicembre 2019. Si tratta di uno uno strumento fondamentale per migliorare la mobilità urbana, la qualità dell’aria e la sicurezza stradale. Questo piano si propone di raggiungere obiettivi ambiziosi entro un orizzonte di 10-15 anni, con controlli regolari ogni due anni.

Il testo del PUMS a questo link del sito del Comune di Ferrara

https://www.comune.ferrara.it/

Obiettivi del PUMS

– Riduzione dell’incidentalità stradale: entro il 2030, il PUMS mira a ridurre del 50% gli incidenti stradali, con particolare attenzione ai gruppi più vulnerabili come bambini, anziani, pedoni e ciclisti. L’obiettivo finale è quello di adottare una “Visione Zero Morti”.
– Miglioramento della sicurezza: il piano prevede interventi specifici per ridurre i conflitti e migliorare la sicurezza stradale, garantendo un sistema di viabilità efficiente e sicuro.

Azioni Concrete

Per raggiungere questi obiettivi, il PUMS prevede diverse azioni:
– Riqualificazione dei percorsi pedonali e messa in sicurezza degli attraversamenti.
– Educazione alla mobilità per promuovere comportamenti più sicuri.
– Implementazione di zone 30 e isole ambientali per ridurre la velocità e migliorare la qualità dell’aria.

A cinque anni dall’approvazione del PUMS la consigliera Anna Zonari de La Comune di Ferrara, in una interrogazione inviata alla Giunta e al Sindaco del Comune di Ferrara lunedì 27 gennaio 2025 pone le seguenti  importanti domande:

1. Stato di attuazione del PUMS: qual è lo stato attuale degli interventi previsti per la sicurezza stradale?
2. Monitoraggio degli obiettivi: sono stati effettuati i controlli periodici previsti? Quali strumenti sono stati utilizzati e quali sono i risultati principali?
3. Azioni per ridurre l’incidentalità: quali azioni concrete sono state intraprese per raggiungere l’obiettivo di riduzione del 50% degli incidenti entro il 2030?
4. Punti critici della rete stradale: quali sono i punti neri identificati e quali interventi sono stati programmati per migliorarne la sicurezza?
5. Partecipazione dei cittadini: come vengono coinvolti i cittadini e le associazioni nel processo di monitoraggio e attuazione degli interventi?
6. Disability Manager: è stato istituito il Disability Manager come previsto? Quali azioni ha intrapreso per garantire il diritto alla mobilità delle persone con disabilità?
7. Pianificazione futura: come si intende procedere per raggiungere gli obiettivi del PUMS nel breve, medio e lungo termine?
8. Utilizzo dei fondi: quanti fondi sono stati effettivamente spesi per le azioni del PUMS e come sono stati utilizzati?

La risposta a queste domande darà alla popolazione ferrarese utili informazioni sullo stato della sicurezza delle strade della città e del forese e sul processo di partecipazione e coinvolgimento dei cittadini nelle fasi attuative e di monitoraggio.

 

 

Trasporto pubblico

Mobilità urbana e territoriale.

Prosegue l’ampliamento del piano di trasporto pubblico, ciclopedonale e su rotaia in città e tra città caratterizzate da fenomeni di pendolarismo quotidiano; abbiamo inaugurato fin dal primo giorno un tavolo di lavoro specifico co-gestito con Bologna. Ha preso il via in questi mesi il servizio di minibus a idrogeno verde pensato per collegare il forese in modo sempre più efficace. L’obiettivo è quello di rendere residuale e occasionale il trasporto privato, per il quale comunque continua l’ampliamento della rete di colonnine di ricarica per le auto elettriche, alimentata dagli impianti comunali ed erogata a prezzi vantaggiosi per tutta la cittadinanza. Inizialmente è servita una buona dose di coraggio politico, perché puntare sulla mobilità pubblica e pedonale e limitare quella privata e automobilistica è certamente impopolare. Abbiamo ripensato la mobilità ribaltando lo schema gerarchico auto-bicicletta-pedone in pedone-bicicletta-auto, ridando centralità al trasporto pubblico. Il cambiamento culturale forte riguarda gli stili di vita e le priorità di ciascuno. Per convincere le persone a lasciare a casa l’auto e prendere il mezzo pubblico o la bicicletta abbiamo ragionato insieme ai quartieri per creare una rete diffusa di circuiti di piste ciclabili integrate col trasporto pubblico, in grado di coprire tutto il territorio comunale, urbanizzato e rurale. Il sistema dei parcheggi sta mutando per accompagnare le nuove priorità della popolazione. I parcheggi scambiatori per il centro storico non verranno  posti a ridosso del vallo delle mura, che è una zona di interesse patrimoniale, ma lungo le vie di accesso allo città che sarà raggiunta con le navette elettriche. Una tariffazione unica (parcheggio-navetta) renderà più agevole e economico il servizio. Infine stiamo attuando quanto di positivo propone il PUMS, ampliando gradualmente le zone 30 e le ZTL nel centro storico e nelle aree residenziali più dense fuori le mura. Mantenere un atteggiamento aperto alla complessità ci aiuta a modificare la rotta, se e quando serve.”

Decarbonizzazione urbana

Le città e i territori urbanizzati sono stati responsabili  per circa l’80% delle emissioni di gas a effetto serra. Ferrara sta coraggiosamente lavorando per affrancarsi da questa condizione e negli ultimi 5 anni, attraverso politiche e pratiche intrecciate, multi-scalari e multi-attoriali, attraverso il ricorso alla cittadinanza attiva consapevole e informata, abbiamo fatto scelte precise. Ce ne parla Serena, assessore alla transizione ecologica.

“Ferrara decarbonizzata è un vero e proprio laboratorio di pratiche condivise, dove l’Urban Center è concepito come strumento che favorisce e alimenta le pratiche partecipative e attraverso l’attivazione di un Design Lab, in collaborazione con UNIFE, che abbiamo denominato Ferrara LAB,  ha avviato ricerche progettuali interdisciplinari che supportino la elaborazione delle politiche a livello comunale e provinciale. Il Comune ha creato un gruppo operativo e una direzione per definire le azioni finalizzate all’attuazione della transizione ecologica sperimentando un approccio orientato verso le nature based solution.”

Energia ed Efficienza per gli spazi pubblici

Stefania Cavallari era seduta nel suo ufficio, quasi sprofondata dentro la grande poltrona a forma di culla che aveva deciso di regalarsi nel 2024, quando, all’inizio del suo mandato elettorale, fin dalle prime settimane, le fu chiaro che avrebbe trascorso molte delle sue sere in questo ufficio, nel Palazzo Municipale. Aveva, non senza timori, accettato una grande sfida: lavorare, con un team qualificato, per la decarbonizzazione della città di Ferrara.
Solo l’1% dei consumi di una città dipende dal Comune in senso stretto. Il 33% da mobilità e trasporti, il 33% da edifici privati e il rimanente 33% dalle imprese. Il piano per l’elettrificazione degli edifici pubblici aveva consentito di censire prima ed elettrificare poi tutte le strutture di proprietà comunale ed oggi, in tutti gli edifici comunali ci si scaldava senza bruciare gas: dalle lampadine al riscaldamento tutto era elettrico. E tutta l’energia proveniva da fonti rinnovabili.
Il trasporto pubblico era stato potenziato ed erano stati messi a disposizione incentivi per i cittadini. Ciò aveva portato ad una riduzione del 30% degli spostamenti in auto privata a favore di forme di mobilità dolce (piedi+bici), trasporto pubblico e riduzione tout-court di domanda di mobilità grazie al raffittimento del commercio di vicinato”