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La Comune di Ferrara | Femminile, Plurale, Partecipata

Mense scolastiche. Zonari: “Qual è lo stato di avanzamento dei lavori?”

https://www.estense.com/2024/1096636/mense-scolastiche-zonari-qual-e-lo-stato-di-avanzamento-dei-lavori/

La consigliera de La Comune di Ferrara interroga la giunta vista l’imminenza dei tempi di consegna previsti

Diversi sono gli interventi alle scuole primarie che il Comune iniziati nel luglio 2023. Sono stati annunciati, scrive Anna Zonari (La Comune di Ferrara) in un’interrogazione, “interventi di riqualificazione in quattro scuole primarie tra città e frazioni, finalizzati alla realizzazione di altrettante mense scolastiche per servire oltre 706 pasti in due turni e, in alcuni casi, per riqualificare le aree verdi scolastiche”.

“Qual è ad oggi – chiede la consigliera – lo stato di avanzamento dei lavori? Quali tempi sono previsti per l’attivazione delle nuove mense scolastiche? Quali tempi sono previsti per la riqualificazione necessaria delle aree verdi interne alle scuole citate, interventi indispensabili affinché bambine e bambini possano usufruirne?”

Due settimane fa erano stati i genitori di alcuni alunni della scuola di Fondoreno a scrivere “arrabbiati” per la “situazione incredibile della scuola”.

Si tratta di lavori per 3 milioni di euro “di cui circa 1,7milioni di stanziamento comunale e i rimanenti di fondi del Next Generation EU”. Ad essere coinvolte sono “la Don Milani (con stanziamento complessivo di 1.060.000 euro di cui 450mila di risorse europee e 610 mila del Comune), la “A. Franceschini” di Porotto (790.000 euro complessivi, di cui 450.000 da Pnrr e 295.000 Comune), la scuola di San Martino (550.000 euro di cui 196.000 da Pnrr e 354mila del Comune) e la scuola di Fondoreno (560mila euro
complessivi di cui 120mila euro da Pnrr e 440mila del Comune)”.

Zonari, sempre nell’interrogazione, fa anche notare “che il 12 febbraio 2024 l’amministrazione comunale ha promosso un incontro con la cittadinanza a Fondoreno per presentare il progetto della nuova mensa della scuola; che il 19 febbraio 2024 è stato inaugurato dall’amministrazione comunale il cantiere della nuova mensa della Scuola “A. Franceschini” a Porotto, con affidamento dei lavori all’impresa Arte Casa Immobiliare srlL, e annunciato il termine degli interventi per l’autunno 2024; che il 5 marzo 2024 è stato inaugurato il cantiere del progetto di riqualificazione della scuola primaria “Don Milani” e annunciata la consegna entro febbraio 2025; che l’11 marzo 2024 è stato inaugurato il cantiere per l’ampliamento dei servizi della scuola primaria “Bruno Farber” di San Martino”.

Ventinove ottobre duemilatrenta

Mario, se vi ricordate, è la Guardia di quartiere. Anche se a me quel  “Guardia” mi pare una roba del 1930, non del 2030. Mi fa pensare al poliziotto cattivo che insegue Charlie Chaplin e non lo becca mai. Invece Mario è contento di chiamarsi “guardia”, e non agente, o poliziotto, vigile, tutore dell’ordine. Mi spiega, mica sono qua a far delle multe, sono una guardia e prima di tutto guardo, e giro per le strade della zona che mi è stata assegnata, che sarebbe poi il vecchio Quartiere Giardino che dal 1 gennaio 2028 è tornato a chiamarsi “Giardino”.

Cosa faccio? Quello che deve fare una guardia: guardare e salvaguardare. Cammino, giro, saluto, mi fermo a parlare, anche solo sue chiacchiere. Soprattutto ascolto. I cittadini hanno sempre un mucchio di cose da dirmi, lamentele e desideri. Informazioni importanti, ma queste mi scusi sono riservate, ma anche cose piccole, che manca un cartello, che quattro lampioni si sono bruciati, che un gruppo di ragazzi fa troppo casino, che un tipo molesta le ragazze. Ascolto e prendo nota, poi riferisco al mio superiore, se è il caso parlo direttamente con  l’Assessore alla Sicurezza e al Benessere Urbano.

Entro in tutti i locali, nei bar, nei negozi, quelli degli italiani, dei cinesi, dei tunisini, degli africani. Anche solo per un saluto. Ho cambiato anche barbiere, sotto il Grattacielo ci sono tre ragazzi arabi bravissimi e vado da loro. Una volta al mese, mi piacciono i capelli corti, avere un aspetto ordinato, tranquillo, non voglio fare il Serpico come Al Pacino. Ma cosa stavo dicendo? Già, i miei barbieri tunisini. Ho anche imparato una trentina delle loro parole. Entro e saluto nella loro lingua, e li chiamo per nome. Mi sorridono, si vede che gli fa piacere,

Strano, non mi era mai capitato di parlare con un poliziotto contento di fare il poliziotto. E tutta questa pace? Io ero rimasto al GAD del degrado, con la camionetta dei militari in mimetica. Chi è l’autore del miracolo?  Saluto un gruppo di anziani assiepati dentro l’ombra incerta del chiosco ed esco coraggiosamente sotto il solleone di questo fine ottobre. Direzione Castello. Questa Ferrara del 2030 continua a stupirmi, è l’ora di punta e in Viale Cavour vedo molte meno auto di quelle che ricordavo. Ci sono invece dei piccoli bus, silenziosi, color giallo limone. Ne vedo 4 abbastanza vicini, 2 appena più lontano, altri 2 o 3 all’altezza del Palazzo delle Poste. Si muore dal caldo, un passaggio mi farebbe comodo ma non ho il biglietto.

Alla fermata (già, anche le fermate si sono moltiplicate) ci sono tre ragazzi con lo zaino e una signora anziana con il sacchetto di una piccola spesa. Il biglietto? chiedo alla signora. Lei mi guarda, sembra non capire. Interviene uno dei ragazzi e mi spiega che i biglietti del bus sono stati “aboliti”. Dice proprio così, aboliti. “C’è la tessera settimanale che costa 10 euro, serve per i turisti e i visitatori. Per i cittadini c’è la tessera mensile 20 euro. E quella annuale 80 euro.”.  Per fare la tessera è semplicissimo, la compri direttamente sul bus alla macchinetta, col bancomat. Quindi Ferrara è diventato il paese di cuccagna, dico  al ragazzo, viaggiare con i mezzi pubblici costa poco o niente. Ma il mio interlocutore è informatissimo: “Guardi che il sistema funziona a meraviglia, il numero delle corse in autobus è quadruplicato, mentre le auto in circolazione sono la metà.”.

Saliamo tutti cinque sul piccolo bus giallo limone, faccio la tessera alla macchinetta, mi siedo vicino ai ragazzi. Ho un’altra cosa da chiedere, importante, chi è il Sindaco Superman autore di quel miracolo urbano?  E faccio un’altra scoperta: a Ferrara non c’è un Sindaco, ce ne sono due.

(2 Continua)

Rigenerazione urbana a Ferrara, terra e acqua conditi di dialogo

Linda è neoassunta in Comune, in forza al Settore urbanistica con la funzione specifica di tenere aperta e agile la comunicazione e la collaborazione con Unife e Urban Center. Obiettivo: rigenerazione urbana!

“Si fa presto a dire rigenerazione urbana, ma non bisogna intenderla come una categoria generica che trascina con sé una quantità di significati e declinazioni non sempre coerenti tra loro, anzi spesso in conflitto. Per questo abbiamo fin da subito ribadito la centralità dell’interesse pubblico nelle operazioni da avviare, con un ruolo dell’amministrazione pubblica non di facilitatrice delle richieste dei privati ma di gestrice dei processi, cosa possibile grazie all’autorevolezza della sua governance.”

“Sulla decostruzione: fin da subito la progressiva naturalizzazione delle città è stata orientata verso la complessità ecosistemica, per gestire i fenomeni meteorici sempre più estremi mediante aree verdi e infrastrutture che ridisegnano gli spazi pubblici e permettono il controllo e riuso e dell’acqua piovana. In altre parole, ci siamo accorti che era necessario ripensare le piazze e le strade come aree di laminazione delle acque piovane intense, favorendo un disegno in grado di affiancare il sistema urbano di raccolta e smaltimento delle acque.

“Sulla vivibilità: contemporaneamente è stato necessario ripensare l’organizzazione degli spazi pubblici dei quartieri della città per favorire sicurezza e mobilità attiva per anziani e bambini. Stiamo coinvolgendo ultimamente il mondo del commercio, mettendolo in relazione con il tema della mobilità. Non sfugge poi il fatto che, se si vuole realizzare una città della prossimità, nel commercio e nei servizi bisogna probabilmente rivedere il modello basato sui centri commerciali. Come si vede, la progettazione coinvolge molti settori e ambiti, molte professionalità, il nostro sforzo principale è far dialogare tutti i soggetti al meglio e con un occhio al futuro prossimo. Dopotutto la mia formazione -laurea in sociologia con master in previsione sociale- serve esattamente a questo.”

“Sull’abitare: il tema più caldo e complesso, ovvero elaborare un piano casa programmando risorse per i prossimi 10 anni per alloggi dedicati alle fasce più marginali, studenti e a chi cerca affitto a canone agevolato, quantificando in maniera sostenibile e a consumo di suolo zero. In modo che la giustizia climatica e sociale non resti solo uno slogan. Determinante a tale proposito è il rapporto di stretta collaborazione con ACER Ferrara. La condivisioni di strategie e progetti è importante per l’Amministrazione: per il diritto all’abitare il ruolo di una agenzia come ACER è presidio di democrazia nella nostra comunità”

Energia

Stefania Cavallari era seduta nel suo ufficio, quasi sprofondata dentro la grande poltrona a forma di culla che aveva deciso di regalarsi nel 2024, quando, all’inizio del suo mandato elettorale, fin dalle prime settimane, le fu chiaro che avrebbe trascorso molte delle sue sere in questo ufficio, nel Palazzo Municipale. Aveva, non senza timori, accettato una grande sfida: lavorare, con un team qualificato, per la decarbonizzazione della città di Ferrara.
Solo l’1% dei consumi di una città dipende dal Comune in senso stretto. Il 33% da mobilità e trasporti, il 33% da edifici privati e il rimanente 33% dalle imprese. Il piano per l’elettrificazione degli edifici pubblici aveva consentito di censire prima ed elettrificare poi tutte le strutture di proprietà comunale ed oggi, in tutti gli edifici comunali ci si scaldava senza bruciare gas: dalle lampadine al riscaldamento tutto era elettrico. E tutta l’energia proveniva da fonti rinnovabili.
Il trasporto pubblico era stato potenziato ed erano stati messi a disposizione incentivi per i cittadini. Ciò aveva portato ad una riduzione del 30% degli spostamenti in auto privata a favore di forme di mobilità dolce (piedi+bici), trasporto pubblico e riduzione tout-court di domanda di mobilità grazie al raffittimento del commercio di vicinato”